Qualcosa su di noi e quello che ci piace del mondo (e anche di quello che non ci piace) che ci gira intorno
giovedì 24 dicembre 2009
lunedì 13 luglio 2009
Oggi intervista a Claire Bretécher
Agrippina, cellulite e altre frustrazioni (in punta di matita)
Da più di 40 anni Claire Brethécher prende in giro i francesi (e non solo) e ora confessa ad “A”: «Uomini meravigliosi?... e chi li ha mai visti».
Agrippina, cellulite e altre frustrazioni (in punta di matita)
«All’inizio di un nuovo lavoro penso di essere un genio, arrivata alla ventesima pagina mi dico che sono una vera merde». Madame Bretécher ha il gusto francese per le parole d’effetto. Le usa con agio, soprattutto se parla di sé, ma con raffinata discrezione. Quando si guarda in televisione (rarissimo che accetti di andarci) dice che si trova «veramente brutta e con niente da dire».
Claire Bretécher per molti è un mito: la prima donna disegnatrice di fumetti e vignette, dalla cui penna sono nati capolavori di satira come I frustrati e personaggi come Cellulite e Agrippina, usciti in Italia su Linus e poi pubblicati da Bompiani.
Il semiologo Roland Barthes la definì “il miglior sociologo francese”, per la sua capacità di interpretare, con sagacia e ironia, le piaghe e i difetti della società contemporanea: dalla depressione allo stress, dalle complicazioni degli adolescenti agli effetti dei nuovi metodi di procreazione artificiale.
Un caschetto di capelli biondi e uno sguardo azzurro che ti attraversa da parte a parte: alla bellezza scintillante delle sue foto a trent’anni si è aggiunta qualche ruga, ma la signora è la dimostrazione vivente di come il tempo possa essere garbato e charmant.
Vive a Montmartre, da dove guarda la distesa di romantici tetti grigi della Ville lumière. Il suo studio è pieno di schizzi, ritratti e disegni di altri colleghi appesi alle pareti. Claire lavora ancora in modo artigianale, tutto matite, chine, acquerelli. Usa il phon per seccare i colori e diversi tipi di cutter per grattare e correggere. Il tavolo è pieno di colori e a fianco c’è un enorme cestino di bozze che non vengono mai gettate: «Mia madre mi diceva sempre che non me ne fregava niente di niente, e quindi, non fosse altro che per contrariarla, ho scatole intere di vecchi schizzi. Non ha alcun senso, ma è una specie di superstizione, e poi mi serve per dimostrare a me stessa che sto lavorando. Voilà!»
Dopo 45 anni di carriera e 25 volumi pubblicati, Claire confessa di aver avuto una specie di illuminazione da giovane: «Trovare il proprio stile di disegno era come trovare la propria scrittura. Visto che questa la possedevo già, il disegno è venuto tutto da solo». È arrivata a Parigi da Nantes, ma non le piace parlare della «vita miserabile» che ha fatto all’inizio, nel tentativo di affermarsi come disegnatrice.
Nel 1963 lavorava già con René Goscinny - il “padre” di Asterix e Lucky Luke - ma la sua carriera prende il volo quando collabora al celeberrimo Tintin.
Il primo personaggio interamente suo è Cellulite, parodia di una giovane principessa medievale, figlia di un re erotomane e, a sua volta, alla continua rincorsa di uomini per trovare il suo principe azzurro.
Rapporti coniugali, conflitti generazionali, complessi ed emancipazione delle donne sono alcuni dei temi de I frustrati, la più famosa delle sue creazioni, che ha segnato gli anni Settanta disegnando un’incisiva caricatura della società parigina, agiata ed emancipata, perennemente depressa, «che pensa a sinistra ma vive a destra», combattuta tra esistenza bohémienne e grandi ideali.
Con Agrippina ha inventato un linguaggio che è entrato nel vocabolario di più e meno giovani: la protagonista è un’adolescente viziata e di buona famiglia, lacerata da dilemmi e futili problemi esistenziali. Anche qui emerge la caricatura di una società parigina divisa tra rigore e consumismo, in cui gli adolescenti sono dipinti come falsi ribelli preoccupati soprattutto delle apparenze, mentre gli adulti sono dei finti hippies che cercano di salvaguardare le loro illusioni di libertà di spirito mentre in realtà conducono una vita grigia e meschina.
Santa Teresa d’Avila, la mistica carmelitana spagnola, è stata trasformata dalle sue strisce in militante ante litteram del movimento delle donne: «Sono stata sempre un po’ tentata dal femminismo, perché mia madre non lo era nei fatti, ma solo a parole. Però ho sempre detestato l'impegno diretto: ero una femminista per i miei lettori e una faccia da schiaffi per le femministe». Di certo madame non è una fan della vita familiare, e quando incontra donne incantate da “uomini meravigliosi” le esce solo un commento sarcastico: «Personalmente non ne ho mai visti».
Dopo aver fondato la casa editrice che porta il suo nome (Éditions Bretécher), è nato un grande feeling con l’attrice francese Sylvie Testud, che ha portato sul palcoscenico alcuni dei suoi personaggi. Ma il lavoro continua, tra un’incertezza e l’altra sulla fine di una storia. «Il mio sogno? Che il mondo intero possa conoscere i miei disegni e che nessuno conosca me. Preferisco che mi immaginino diversa da come sono».
Da più di 40 anni Claire Brethécher prende in giro i francesi (e non solo) e ora confessa ad “A”: «Uomini meravigliosi?... e chi li ha mai visti».
Agrippina, cellulite e altre frustrazioni (in punta di matita)
«All’inizio di un nuovo lavoro penso di essere un genio, arrivata alla ventesima pagina mi dico che sono una vera merde». Madame Bretécher ha il gusto francese per le parole d’effetto. Le usa con agio, soprattutto se parla di sé, ma con raffinata discrezione. Quando si guarda in televisione (rarissimo che accetti di andarci) dice che si trova «veramente brutta e con niente da dire».
Claire Bretécher per molti è un mito: la prima donna disegnatrice di fumetti e vignette, dalla cui penna sono nati capolavori di satira come I frustrati e personaggi come Cellulite e Agrippina, usciti in Italia su Linus e poi pubblicati da Bompiani.
Il semiologo Roland Barthes la definì “il miglior sociologo francese”, per la sua capacità di interpretare, con sagacia e ironia, le piaghe e i difetti della società contemporanea: dalla depressione allo stress, dalle complicazioni degli adolescenti agli effetti dei nuovi metodi di procreazione artificiale.
Un caschetto di capelli biondi e uno sguardo azzurro che ti attraversa da parte a parte: alla bellezza scintillante delle sue foto a trent’anni si è aggiunta qualche ruga, ma la signora è la dimostrazione vivente di come il tempo possa essere garbato e charmant.
Vive a Montmartre, da dove guarda la distesa di romantici tetti grigi della Ville lumière. Il suo studio è pieno di schizzi, ritratti e disegni di altri colleghi appesi alle pareti. Claire lavora ancora in modo artigianale, tutto matite, chine, acquerelli. Usa il phon per seccare i colori e diversi tipi di cutter per grattare e correggere. Il tavolo è pieno di colori e a fianco c’è un enorme cestino di bozze che non vengono mai gettate: «Mia madre mi diceva sempre che non me ne fregava niente di niente, e quindi, non fosse altro che per contrariarla, ho scatole intere di vecchi schizzi. Non ha alcun senso, ma è una specie di superstizione, e poi mi serve per dimostrare a me stessa che sto lavorando. Voilà!»
Dopo 45 anni di carriera e 25 volumi pubblicati, Claire confessa di aver avuto una specie di illuminazione da giovane: «Trovare il proprio stile di disegno era come trovare la propria scrittura. Visto che questa la possedevo già, il disegno è venuto tutto da solo». È arrivata a Parigi da Nantes, ma non le piace parlare della «vita miserabile» che ha fatto all’inizio, nel tentativo di affermarsi come disegnatrice.
Nel 1963 lavorava già con René Goscinny - il “padre” di Asterix e Lucky Luke - ma la sua carriera prende il volo quando collabora al celeberrimo Tintin.
Il primo personaggio interamente suo è Cellulite, parodia di una giovane principessa medievale, figlia di un re erotomane e, a sua volta, alla continua rincorsa di uomini per trovare il suo principe azzurro.
Rapporti coniugali, conflitti generazionali, complessi ed emancipazione delle donne sono alcuni dei temi de I frustrati, la più famosa delle sue creazioni, che ha segnato gli anni Settanta disegnando un’incisiva caricatura della società parigina, agiata ed emancipata, perennemente depressa, «che pensa a sinistra ma vive a destra», combattuta tra esistenza bohémienne e grandi ideali.
Con Agrippina ha inventato un linguaggio che è entrato nel vocabolario di più e meno giovani: la protagonista è un’adolescente viziata e di buona famiglia, lacerata da dilemmi e futili problemi esistenziali. Anche qui emerge la caricatura di una società parigina divisa tra rigore e consumismo, in cui gli adolescenti sono dipinti come falsi ribelli preoccupati soprattutto delle apparenze, mentre gli adulti sono dei finti hippies che cercano di salvaguardare le loro illusioni di libertà di spirito mentre in realtà conducono una vita grigia e meschina.
Santa Teresa d’Avila, la mistica carmelitana spagnola, è stata trasformata dalle sue strisce in militante ante litteram del movimento delle donne: «Sono stata sempre un po’ tentata dal femminismo, perché mia madre non lo era nei fatti, ma solo a parole. Però ho sempre detestato l'impegno diretto: ero una femminista per i miei lettori e una faccia da schiaffi per le femministe». Di certo madame non è una fan della vita familiare, e quando incontra donne incantate da “uomini meravigliosi” le esce solo un commento sarcastico: «Personalmente non ne ho mai visti».
Dopo aver fondato la casa editrice che porta il suo nome (Éditions Bretécher), è nato un grande feeling con l’attrice francese Sylvie Testud, che ha portato sul palcoscenico alcuni dei suoi personaggi. Ma il lavoro continua, tra un’incertezza e l’altra sulla fine di una storia. «Il mio sogno? Che il mondo intero possa conoscere i miei disegni e che nessuno conosca me. Preferisco che mi immaginino diversa da come sono».
lunedì 20 aprile 2009
Dodici Twitter Sci-Fi da tenere d'occhio
Con 14 milioni di utenti, Twitter è il fenomeno del momento e anche a casa Facebook stanno, giustamente, rosicando; da Twitter dovrebbero imparare molto in termini di trasparenza e comunicazione. A parte questo c'è qualcuno che ha pensato di dare un risvolto sci-fi a questa nuova forma di entertainment, potete dunque seguire online i Twitter Darthvader e Bender.
Un diario ai tempi di internet. Anzi, coi tempi di internet. È questo, in estrema sintesi, Twitter. Un fenomeno che da qualche anno a questa parte ha contagiato 14 milioni di persone. A marzo, il sito è stato visitato 99 milioni di volte. Qualcuno si potrà chiedere che fascino possano avere i tweets, veri e propri sms on line (c'è chi li chiama micro-blog) da 140 caratteri massimo dove bisogna rispondere a una semplicissima domanda: “Cosa stai facendo adesso?”. Un modo semplice per rimanere in contatto in tempo reale con la propria cerchia di parenti, amici, conoscenti e, talora, fan.
I risultati non sono sempre di interesse generale, se così si può dire, dal momento che non tutti vorranno perdere tempo a scoprire i dettagli della colazione dell’amico di turno, ma non ci si lasci ingannare dall’apparente banalità dell’idea, dal momento che Twitter è solo un altro canale di comunicazione. E, come tale, serve a mille scopi. Le aziende lo sfruttano per capire i trend di mercato e per campagne di marketing. Ma anche gli individui possono farne gli usi più diversi. Se per esempio siete a New York e non sapete quale spettacolo scegliere a Broadway, provate a chiedere informazioni su Twitter. Le risposte arriveranno nel giro di pochi secondi. Ovviamente, come qualsiasi altro medium, Twitter stimola la creatività. Anche in campo fantascientifico.
SciFi Wire ha stilato una lista di dodice fake twitters (falsi twitter) da seguire. Perché falsi? Perché nessuno si aspetta che dietro alla username Darthvader ci sia veramente il padre di Luke Skywalker. Se non altro perché il vero Darthvader non è così simpatico da scrivere un tweet del genere: “Mi stavo giusto domandando il motivo per cui sono cessate le riunioni settimanali di intelligence. Poi ho capito: stavo guardando The Clone Wars. Qualcuno la pagherà”. Oppure: “Sento un tremore nella Forza. Ah, no, sono solo i burrito che mi sono mangiato a pranzo”. Per la cronaca, Darthvader versione Twitter vanta un pubblico di oltre sessantamila seguaci. C’è anche Bender, direttamente da Futurama (“solo” 3,500 seguaci): “Obama mi sembra un tipo a posto, ma sto aspettando di capire cosa farà per il salario minimo dei robot”.
Ecco dunque la lista, con i relativi link:
Darth Vader
twitter.com/darthvader
Sarah
twitter.com/_S_A_R_A_H_
R2D2
twitter.com/r2d2
Rorschach
twitter.com/_Rorschach
Doctor Who
twitter.com/DoctorWho
Mr. Spock
twitter.com/Mr_Spock_
Kara Thrace
twitter.com/KaraThrace
River Tam
twitter.com/River_Tam
Superman
twitter.com/suprman
Il finto Michael Bay
twitter.com/michael_bay
Bender
twitter.com/bender
Billy Buddy
twitter.com/BillyBuddy
Un diario ai tempi di internet. Anzi, coi tempi di internet. È questo, in estrema sintesi, Twitter. Un fenomeno che da qualche anno a questa parte ha contagiato 14 milioni di persone. A marzo, il sito è stato visitato 99 milioni di volte. Qualcuno si potrà chiedere che fascino possano avere i tweets, veri e propri sms on line (c'è chi li chiama micro-blog) da 140 caratteri massimo dove bisogna rispondere a una semplicissima domanda: “Cosa stai facendo adesso?”. Un modo semplice per rimanere in contatto in tempo reale con la propria cerchia di parenti, amici, conoscenti e, talora, fan.
I risultati non sono sempre di interesse generale, se così si può dire, dal momento che non tutti vorranno perdere tempo a scoprire i dettagli della colazione dell’amico di turno, ma non ci si lasci ingannare dall’apparente banalità dell’idea, dal momento che Twitter è solo un altro canale di comunicazione. E, come tale, serve a mille scopi. Le aziende lo sfruttano per capire i trend di mercato e per campagne di marketing. Ma anche gli individui possono farne gli usi più diversi. Se per esempio siete a New York e non sapete quale spettacolo scegliere a Broadway, provate a chiedere informazioni su Twitter. Le risposte arriveranno nel giro di pochi secondi. Ovviamente, come qualsiasi altro medium, Twitter stimola la creatività. Anche in campo fantascientifico.
SciFi Wire ha stilato una lista di dodice fake twitters (falsi twitter) da seguire. Perché falsi? Perché nessuno si aspetta che dietro alla username Darthvader ci sia veramente il padre di Luke Skywalker. Se non altro perché il vero Darthvader non è così simpatico da scrivere un tweet del genere: “Mi stavo giusto domandando il motivo per cui sono cessate le riunioni settimanali di intelligence. Poi ho capito: stavo guardando The Clone Wars. Qualcuno la pagherà”. Oppure: “Sento un tremore nella Forza. Ah, no, sono solo i burrito che mi sono mangiato a pranzo”. Per la cronaca, Darthvader versione Twitter vanta un pubblico di oltre sessantamila seguaci. C’è anche Bender, direttamente da Futurama (“solo” 3,500 seguaci): “Obama mi sembra un tipo a posto, ma sto aspettando di capire cosa farà per il salario minimo dei robot”.
Ecco dunque la lista, con i relativi link:
Darth Vader
twitter.com/darthvader
Sarah
twitter.com/_S_A_R_A_H_
R2D2
twitter.com/r2d2
Rorschach
twitter.com/_Rorschach
Doctor Who
twitter.com/DoctorWho
Mr. Spock
twitter.com/Mr_Spock_
Kara Thrace
twitter.com/KaraThrace
River Tam
twitter.com/River_Tam
Superman
twitter.com/suprman
Il finto Michael Bay
twitter.com/michael_bay
Bender
twitter.com/bender
Billy Buddy
twitter.com/BillyBuddy
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