giovedì 31 luglio 2008

La P.E.T.A. redige la Top Ten dei Super Eroi animalisti....

...ma fa clamorosamente cilecca! Difatti, guardate un pò chi mette addirittura al 2° posto:

10. Aquaman?The King of Atlantis, Aquaman can commune with sea
creatures, whom he considers citizens of his ocean realm, and
routinely protects them from being abused or exploited by the
surface-dwellers.

9. Black Panther? As the leader of the African nation of Wakanda, the
Black Panther has banned the evil White Gorilla Cult from his country.
Members of the cult seek to gain power by killing one of Wakanda's
rare white gorillas, bathing in their blood, and eating their flesh
(um, gross). The villain known as Man-Ape gained his superpowers by
doing exactly that?incurring the wrath of the Black Panther and
becoming one of his greatest foes.

8. Superman?In a one-shot "PSA comic" entitled "Superman: For the
Animals," Supes rescues a kitten from being thrown off a bridge by a
group of kids named (seriously) Ballser, Charlie, Donuts, and
Eightball and, in the process, teaches everyone a valuable lesson
about not picking on anyone weaker than you?including animals.

comicbookradioshow / CC superman.gif
7. Captain Planet?He just wants to save the planet from the evil
Captain Pollution! And that, of course, includes all our wildlife
friends who live there. Point of fact, though: "Heart"? NOT an
element.

6. Thor?In the Ultimate Avengers animated movie, we find Thor out at
sea with a group of activists protesting whale slaughter. If only his
fellow Norwegians in the real world got the picture that whaling is a
thing of the past!

5. Batman?Think of the Caped Crusader, and the first thing that comes
to mind is his cape, of course. Animal lovers reveled when they
learned that Batman's cape was made of cruelty-free pleather?not
leather. This superhero batvocate made pleather cool again, and PETA
loves him for it.

4. Beast Boy?Everyone's favorite Teen Titan also happens to be vegan
(and not just because he's been hanging out on peta2.com like pretty
much every other teenager). You would be, too, if you had the
metamorphic ability to turn into any animal and therefore had a little
compassion for the ones that get eaten.

marveldirectory / CC wonderman.gif
3. Animal Man?This lesser-known DC hero can mimic the abilities of
animals and is an ardent advocate for animal rights. He's a
vegetarian, and in Animal Man #15, Animal Man saves a group of
dolphins from cruel fishers and drops the villains in the ocean to
drown?only to be saved by one of the very dolphins he was trying to
kill.

2. Wolverine and Jean Grey?In X-Men Unlimited #44, Wolverine catches
three neighborhood boys in the act of torturing and killing animals
for kicks?and offers to return the favor on behalf of his furry
friends. Using her psychic powers, Jean Grey instead makes the boys
experience in their minds the pain and suffering that they caused to
their innocent victims. In the next issue ? Colonel Sanders!

1. Wonder Man?In Civil War: Frontline #5, part of Marvel's epic Civil
War story arc, Wonder Man is interrupted on his way to an important
function by two S.H.I.E.L.D. agents looking for answers about a
mysterious aquarium store bombing (read the book). The important
function? A PETA banquet. 'Nuff said.

Insomma, passi per Wonder Man al 1° per merito del banchetto PETA, ma forse gli estensori dell'articoletto dimenticano che in Weapon X di Windsor Smith Wolverine stermina un branco di lupi, non proprio un esempio di "trattamento etico degli animali"...

ला पता


lunedì 23 giugno 2008

Firmate la petitione Salviamo Prezzemolo

Argomento solo in apparenza più frivolo del solito, forse oggi, leggete qui per salvare un altra fetta di onesto lavoro italico che rischia di sparire....

Salviamo Prezzemolo Petition

giovedì 24 aprile 2008

Ordinanza "civile" a Rimini: vietato giocare per strada

In molti paesi europei - tra i quali Germania, Olanda, Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, Finlandia, Polonia, Inghilterra, Irlanda - tra oggi e domani si svolgeranno street parades, azioni dirette, occupazioni, incontri, concerti e altre iniziative che fanno riferimento a un network informale che l'autunno scorso ha lanciato gli International Days of Actions for Autonomous Spaces. A Berlino, in particolare, vi sarà un convegno di 3 giorni intitolato The right to the city, durante il quale ricercatori militanti e attivisti degli spazi sociali si interrogheranno su quelle politiche di ristrutturazione territoriale che prevedono regolarmente l'espulsione delle forme-di-vita alternative e/o popolari dal centro urbano e indagheranno la contemporanea privatizzazione delle infrastrutture cittadine, per non parlare dell'azzeramento di qualsiasi politica sociale decente sull'abitare. Una delle discussioni più interessanti, però, sarà certamente quella dedicata a comprendere come la «gentrificazione» progressiva dei cosiddetti quartieri alternativi e/o popolari si avvalga di una, più o meno cosciente, collaborazione attiva di molti centri sociali o comunque di posti nei quali la libera creatività è stata sempre preferita come pratica di vita alla serializzazione delle esperienze. Ovvero cercare di capire come le forme-di-vita autonome vengano piegate dal capitalismo cognitivo a divenire creative class e farsi così «pioniere» dell'occupazione militare del territorio da parte delle agenzie della rendita capitalistica.
In Italia credo siano pochissimi gli spazi autonomi e le occupazioni che hanno aderito a queste giornate. Ed è un peccato, poiché sarebbe stata una occasione in più per cercare di connettere le lotte metropolitane a un livello continentale: inoltre, avrebbero potuto essere, a due giorni dalle elezioni politiche più noiose e inutili della storia repubblicana, l'apertura di uno spazio pubblico dentro il quale far risuonare qualche parola non contro o a favore di qualche coalizione o partito bensì a favore di un nuovo progetto comune di difesa e rinnovamento degli spazi sociali e contro le politiche securitarie che stanno imperversando ovunque in Italia, a costo di rasentare più volte il ridicolo se non fosse che poi questa nuova normativizzazione del sociale agisce effettivamente come regolatrice globale delle condotte. Se non fosse che anche qui la «gentrificazione» è oramai passata senza che vi sia stata nessuna vera opposizione. Se non fosse che si va in galera se ti beccano a fare una scritta sui muri. Se non fosse che poco a poco tutti, ma proprio tutti, stanno interiorizzando il codice di comportamento per il quale vivere in una città equivale a vivere in un campo di detenzione a cielo aperto.
Un ultimo esempio della protervia del controllo ci arriva da Rimini - già, proprio lei, la città divertimentificio - dove il comune targato Pd (ma col silenzio-assenso di tutte le altre «sinistre») ha emanato solo pochi giorni fa un nuovo regolamento cittadino che aumenta a dismisura i vari dispositivi di sicurezza - telecamere e luci ovunque per illuminare e registrate tutto ciò che accade - e, non contento, promulga una serie di divieti che mostrano agevolmente che il concetto di fondo che lo muove è che nei luoghi pubblici, come parchi o giardini o piazze, non si può e non si deve fare nulla. Non ci si può lavare alle fontane o arrampicarsi su qualsiasi superficie, non si può giocare per strada o in piazza, tanto meno sedersi o dormire per terra, non si deve «bivaccare» e ovviamente non si può scrivere o disegnare nulla sui muri.
La chiamano, in gergo burocratico, lotta al degrado o normativa per il decoro urbano, anche se in realtà la dizione giusta sarebbe qualcosa tipo «atti di polizia biopolitica»: governamentalizzazione delle forme-di-vita e repressione di ogni genere di «eccedenza». Oltre alla oramai datata pulizia etnica, passata già nella normale amministrazione imperiale, adesso abbiamo anche la pulizia morale che si occupa di eliminare qualsivoglia elemento di irriducibilità del comportamento umano, come quello di giocare in strada, ad esempio: «bambine e bambine imparate fin da subito che potete fare quello che volete ma individualmente e ben chiusi e sicuri all'interno delle mura domestiche (se le avete, altrimenti nisba)».
Se non fosse per le compagne e i compagni del Laboratorio Occupato Paz - il centro sociale riminese recentemente al centro delle «attenzioni» incendiarie dei locali militanti di Forza Nuova - che stanno denunciando con forza la valenza ultrarepressiva dell'ordinanza non ne avremmo saputo nulla (cfr. http://www.autistici.org/lopaz/). Tutto normale, tutto come deve essere, tutto come solo può essere nella metropoli neoliberale.
È sempre più difficile pensare la propria alterità dentro lo spazio onnilaterale del biopotere e tuttavia non possiamo far cadere la ricerca pratica di cosa significhi costruire la nostra esteriorità al dominio. Non sarà semplice attraversare la metropoli in questo senso di marcia. Soprattutto non sarà una passeggiata pacifica.

Articolo di Marcello Tarì per DeriveApprodi

lunedì 31 marzo 2008

Input

Post fumettistico da completare, please come back, spammoni compresi!!!

Input

post fumettistico da completare, please come back!

venerdì 29 febbraio 2008

Post del 29 febbraio, un'occasione da non perdere...


...per segnalare un libro capolavoro edito dalla Fantagraphics Books di Seattle!

Oltre 20 anni di storie di Jaime Hernandez raccolti qui, personaggi più reali della vita vera, imperdibile.
Check this out!!!